Perfetto, il plug era al suo posto, Lara sorrise e anche io, soddisfatto che avesse eseguito le mie istruzioni di portarlo sempre dentro di sé.
Tolsi la mano e partii, in cerca di un posto tranquillo senza gente intorno dove fermare l'auto e procedere con l'ispezione.
Trovai il luogo adatto poco lontano, mi fermai e la guardai negli occhi vividi e notai le guance arrossate.
Lara aprì le gambe, il suo vestito risalì le cosce e io infilai la mano dentro le sue mutandine umide.
Le mie dita scivolarono sul clitoride e aperte le piccole labbra le infilai nella sua fica che appariva bagnatissima al tatto.
Il plug aveva prodotto l'effetto voluto, facendola eccitare a dovere e non mi restava altro da fare che rimandarla a casa.
Tolsi le dita dalla sua fessura e la mano dalla sue mutandine, anche se lei ci rimase un po' male e fece l'espressione delusa.
Misi in moto e tornai dove l'avevo fatta salire e lei aveva parcheggiato la sua auto e le dissi di tornare a casa.
Là avrebbe trovato il marito ed era con lui che avrebbe dovuto utilizzare la sua ritrovata eccitazione per godere come si deve.
Mentre la guardavo piangere e partire, portai la mano al naso e aspirai l'intenso profumo della sua femminilità rimasto sulle mie dita.
Che leccai per ritrovare anche il suo sapore più intimo, ed era un buon sapore, dolce e salato.
END
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