I - Nel Cuore della Notte
Da quando suo padre il Re era morto, la sua seconda moglie si divertiva ogni notte e molto spesso, con amanti diversi.
La matrigna di Bianca aveva iniziato con alcuni nobili di corte che però erano interessati più che altro a sposarla e a divenire regnanti e siccome lei non aveva nessuna intenzione di cedere il potere e la libertà che aveva acquisito alla morte del Re, aveva iniziato a ospitare nel suo letto il capitano delle guardie nere e poi le guardie nere stesse, armigeri di provenienza Africana che notoriamente erano assai dotati e non avevano nessuna speranza di impalmarla in un matrimonio ma in compenso erano sessualmente affamati quanto lei.
Bianca stranamente eccitata da quei rumori sconci e col cuore in gola, si alzò dal letto e a piedi scalzi per non farsi scoprire, uscì dalla sua stanza e percorse in silenzio i pochi passi che la separavano dalla porta della camera da letto regale.
Porta che trovò socchiusa e che le permise di sorprendere e vedere la matrigna completamente nuda, carponi sul lettone matrimoniale, con un nero armigero che la prendeva da dietro e uno che la imboccava col suo enorme pene, affondato nella sua bocca, fino alle palle.
Bianca a quella vista si eccitò suo malgrado ancora di più e una mano le corse tra le cosce, sotto la veste da notte e siccome non indossava le mutandine, si toccò sospirando la fessura umidissima.
Odiava la matrigna che sospettava avere qualche colpa nella morte di suo padre il Re e nello stesso tempo la invidiava per essere così disinibita e pronta a tutto per il suo piacere.
E così eccola lì a masturbarsi dolcemente osservando quello spettacolo così sconcio ma anche così erotico al suo sguardo di fanciulla e nello stesso momento in cui udì la matrigna gridare che stava venendo, ebbe anche lei un orgasmo che rimase muto, per non farsi scoprire.
Con le gambe tremanti e le cosce bagnate di umori, dopo quegli attimi di piacere manuale, se ne tornò in silenzio nella sua stanza e si rimise a letto, col cuoricino che le batteva forte forte nel petto.
Chiuse gli occhi e tentò di dormire ma non le riuscì facile, anche perché la matrigna, mai sazia, continuava a gridare, segno che la sua cavalcata notturna con i due amanti superdotati stava continuando e Bianca sapeva che quella sarebbe stata capace di continuare fino al mattino.
Quelle grida e quei rumori sconci le provocarono una ulteriore dose di eccitazione che mise a tacere soltanto tornando a toccarsi e avendo un secondo orgasmo, dopo il quale, finalmente, trovò la pace dei sensi e si addormentò, senza dare più ascolto ai gemiti e alle urla che arrivavano dalla stanza della matrigna.
II - La Fuga
Dopo la morte del Re suo padre, la vita per Bianca si era fatta difficile a causa dell'invidia che la matrigna nutriva nei suoi confronti.
Costei era una bellissima donna ma con l'età che avanzava spietata, vedeva Bianca come una minaccia al suo primato di Prima Donna del Regno che stava lentamente tramontando in favore della giovanissima figliastra.
Nella camera da letto, la matrigna custodiva uno specchio fatato al quale, dopo essersi spogliata, si rivolgeva non solo per rimirarsi nuda ma anche per avere la conferma di essere la donna più bella del Reame.
Negli ultimi tempi lo specchio fatato dopo averle fatto come sempre i complimenti per la sua bellezza, l'aveva messa in guardia da quella della figliastra che era ormai diventata una donna e che a breve avrebbe sopravanzato la sua.
Così aveva iniziato a pensare a come farla sparire e se necessario anche a ucciderla per evitare il temuto sorpasso da parte della giovanissima fanciulla.
Bianca aveva però sorpreso la matrigna a parlare del suo insano progetto con il capitano delle guardie nere e un po' alla volta aveva preso la decisione di andarsene per evitare una brutta fine.
Così, una notte in cui come al solito la matrigna si sollazzava con due o tre guardie nere alla volta, Bianca aveva preparato tutto il necessario per la fuga ed era scivolata via dalla sua stanza e poi dal Castello Reale verso l'alba, quando tutti dormivano ma c'era luce a sufficienza per fuggire nel bosco.
Aveva camminato tutta la mattina e consumato quasi tutte le provviste che si era portata dietro, quando finalmente vide una casetta semi nascosta nella boscaglia e stanca e affamata si diresse alla porta.
Bussò più volte ma nessuno rispose, per cui provò la maniglia che con sua sorpresa si aprì e si ritrovò in un ambiente che le ricordò una casa di bambole, dato che aveva il soffitto molto basso e la mobilia di dimensioni ridotte.
Andò ad aprire la dispensa e la trovò piena di ogni ben di dio ma prese soltanto qualcosa da mangiare e bere per saziare la fame che le era venuta camminando tutta mattina.
Stanca e soddisfatta esplorò la casetta e vide che ogni stanza era fatta per piccole persone, dal bagno alla grande camera da letto che conteneva sei piccoli giacigli.
Si sedette a fare pipì e poi ancora accaldata, andò a sdraiarsi in uno dei lettini, dopo essersi spogliata completamente.
In pochissimi attimi si addormentò di un sonno profondissimo e rilassante.
III - Sette Nanetti Porcelli
Bianca stava dormendo saporitamente quando sentì il rumore della porta che si apriva e una cacofonia di voci che non riuscì a riconoscere ma per la paura restò immobile nel lettino ad attendere che i proprietari della casa entrassero in camera da letto e la scoprissero.
In fondo non aveva fatto loro nulla di male, se non aver mangiato e bevuto poche cose ed essersi infilata in uno dei tanti lettini.
Con sua sorpresa, vide aprirsi la porta e uno dopo l'altro fare capolino sette piccoli ometti, tutti o quasi della stessa altezza, tutti vestiti allo stesso modo, tutti quanti piuttosto sudati e sporchi dopo una giornata di lavoro pesante passata nella miniera poco lontano.
Alla vista del bellissimo corpo nudo di Bianca, i sette nanetti si bloccarono a bocca aperta mentre i loro sette peni si innalzarono in uno scatto d'orgoglio di fronte a quello spettacolo inatteso.
E non poteva essere diversamente, visto che la giovane bellissima e di carnagione chiara, aveva maturato un corpo di donna con un bel seno grande, fianchi rotondi, un sedere a mandolino e tra le gambe una peluria folta a celare una femminilità prorompente.
Quasi tutti i nanetti che erano notoriamente oltre che dotati anche assai porcelli, dopo i primi attimi di sorpresa non riuscirono a evitare oltre a una bella erezione, anche di toccarsi i rispettivi peni dopo averli tirati fuori da calzoni e mutande per omaggiare la bellezza della fanciulla.
Alla vista della dotazione dei sette, Bianca trasecolò in quanto mai si sarebbe aspettata che degli esseri di quella altezza potessero avere delle misure tipo quelle delle guardie nere e anche lei non riuscì a evitare di mettere una mano tra le gambe a sfiorare il clitoride che era letteralmente impazzito di eccitazione, alla vista degli uccelli dei sette nanetti.
Quello che sembrava più anziano e quindi il capo della combriccola, trovò per primo il coraggio di avvicinarsi alla fanciulla nuda e le chiese chi fosse e come mai fosse entrata a casa loro.
Bianca spiegò chi era e come mai si era introdotta nella casetta, senza smettere di guardare i sette che si smanettavano di fronte a lei e nel contempo si toccava insieme a loro.
Il nanetto più anziano e che oltretutto sembrava anche quello più dotato, alla spiegazione di Bianca replicò che per i sette Nanetti sarebbe stato un piacere ospitarla, a patto che lei si rendesse disponibile a giacere ogni notte con uno di loro e a preparare da mangiare per tutti quanti.
Bianca per suggellare l'accordo allungò la mano e afferrò stringendolo, il pene del nanetto più anziano che proprio per quello aveva il diritto di ospitarla per primo, per godere del suo corpo giovane e avvenente.
Gli altri nanetti si dichiararono d'accordo e mentre Bianca faceva schizzare a fiotti il pene di Cazzolo, il nanetto capo, vide anche gli altri sborrare davanti ai suoi occhioni deliziati, dato che nel frattempo non avevano smesso un attimo di masturbarsi.
IV - 7 Nanetti per 7 Notti
La prima cosa che Bianca notò, una volta che i Sette Nanetti decisero di ospitarla, fu la carente igiene intima dei suoi ospiti.
E visto che c'era, oltre a osservare i sette peni in erezione, li convinse ad andare con lei in bagno per aiutarli a migliorare la pulizia e nel mentre si divertì e si eccitò a maneggiarli.
Uno dopo l'altro Bianca fece conoscenza con i sette peni, li coadiuvò nel fare pipì, poi li insaponò e li risciacquò con molto zelo, approfittandone per accarezzarli e portarli sull'orlo di una bella eiaculazione.
Mentre si occupava dell'igiene intima di un Nanetto alla volta, gli altri sei si occuparono di preparare la sua stanza da letto in una cameretta che era stata attrezzata per gli ospiti ma mai adoperata.
Là dentro Bianca avrebbe dormito e anche accolto un Nanetto per notte nel suo lettino che era un po' corto ma piuttosto comodo.
Il primo come già detto fu Cazzolo, il più anziano dei sette che ebbe anche l'onore di essere il primo a penetrarla e a rubarle la verginità.
Il primo giorno della sua fuga, infatti, fu anche l'ultimo da vergine e sapendo che per Bianca era la prima volta, il Nanetto Capo fu davvero molto attento e delicato a non farla soffrire ma la giovane ebbe soltanto una piccola perdita rossa e dopo qualche istante di sofferenza, ebbe il primo orgasmo durante un rapporto completo con un maschio, piccolo ma ottimamente dotato.
Inoltre Cazzolo fu attentissimo oltre che a farla godere, anche a non esplodere dentro la fessura di Bianca che per premiarlo, dopo aver goduto a lungo, gli ripulì il pene dalle lievi tracce di sangue di vergine e poi lo assaggiò e gli consentì di venire tra le sue labbra vellutate.
E così dopo la prima chiavata, Bianca dispensò anche il primo pompino, fatto con grande passionalità e con grande trasporto che regalarono a Cazzolo un sacrosanto e meritato piacere, insieme a un totale svuotamento di palle.
Dopo il Nanetto più anziano, dalla notte seguente Bianca iniziò a soddisfarli tutti e sette e ad attendere sempre con grande voglia ed eccitazione il ritorno a casa dei suoi sette piccoli e nuovi amanti a cui curava igiene personale e della casetta e la loro grande fame, sia a tavola che a letto.
V - Caccia alla Vergine non più Vergine
Intanto che Bianca si adattava così facilmente alla vita e al piacere nella casetta nel bosco insieme ai Sette Nanetti, la Matrigna, indignata per la fuga inattesa della figliastra, le aveva sguinzagliato dietro le sue guardie personali.
Anche perché ora, ogni volta che si rivolgeva allo specchio fatato, questi le intimava di ritrovarla ed eliminarla se voleva rimanere la più bella del Reame perché Bianca stava diventando sempre più bella e sempre più donna, avendo perso la verginità.
A quella notizia la Matrigna si era così arrabbiata che aveva smesso di accogliere nel suo letto tutti i suoi amanti, ai quali aveva intimato di ritrovare Bianca se volevano tornare a godere della sua intensa femminilità.
Così guardie di ogni risma, allettate dalla promessa di infilarsi nel letto della Regina per godere dei suoi favori, avevano iniziato una caccia a Bianca che però non aveva dato i frutti sperati.
E questo perché avevano cercato in ogni parte del Regno, tranne che nei boschi, zona che non conoscevano bene e che non credevano che Bianca avrebbe utilizzato per nascondersi.
Un guardiacaccia a cui la matrigna non aveva mai offerto il suo letto perché lo considerava un povero plebeo ma in realtà lo disprezzava per le misure ridotte del pene, si presentò e le promise di ritrovare Bianca in cambio del piacere promesso alle guardie.
Disperata, visto che dopo mesi Bianca continuava a essere reperibile, la Matrigna accettò e il guardiacaccia partì alla ricerca della fanciulla che credeva a ragione essersi nascosta nei boschi del Regno.
Dopo una settimana di ricerca inutile, arrivò in una mattina calda e assolata alla casetta dei Nanetti che conosceva di fama e anche se non pensava di ritrovare Bianca presso quei sette mezzi uomini, aveva deciso di fare un tentativo disperato.
Quando bussò alla porta fu proprio Bianca ad aprirgli e il guardiacaccia si finse un viandante perduto e chiese se poteva mangiare qualcosa e riposarsi.
Bianca che non aveva sentore della vera identità e delle vere intenzioni del guardiacaccia, lo fece entrare e lo rifocillò e non sospettò nulla nemmeno quando l'uomo poco dopo le chiese di poter usare il bagno. La fanciulla lo seguì incuriosita e lo spiò estrarre il piccolo pene per fare pipì e sgocciolare tutto intorno e irritata dal dover ripulire entrò di corsa nel bagnetto e gli afferrò il pene per guidare la cascatella dorata nel punto giusto. Terminata la minzione Bianca si ritrovò in mano un pene piccolo ma durissimo che iniziò a masturbare, mentre il guardiacaccia gemeva felice per quel piacere inatteso. Esaurita anche la copiosa sborrata, Bianca si chinò a ripulire con labbra a lingua la cappella umida e salata e poi rimproverò l'ospite e lo pregò, in caso fosse passato in futuro e chi scappasse, di portarla con sé in bagno per una mano di aiuto. Il guardiacaccia, congratutulandosi con sé stesse per la sua fortuna, tornò di corsa al Castello Reale, vi arrivò in piena notte e si fece ricevere dalla Regina che era sola nella sua camera da letto e con una voglia enorme che a fatica teneva a bada, grazie solo alla rabbia dovuta alla scomparsa della figliastra.
Alla notizia del ritrovamento, la Matrigna si spogliò di fronte al guardiacaccia e gli si offrì per una notte d'amore, malgrado l'uomo non fosse così dotato come gli amanti a cui era abituata.
Malgrado il piccolo pene il guardiacaccia riuscì a farla godere o forse fu soltanto per la gioia di avere ritrovato Bianca che la Regina ebbe una sfilza di orgasmi in compagnia del suo nuovo eroe.
Il mattino seguente, prima che il guardiacaccia se ne andasse, la Regina lo fece imprigionare e gettare nelle segrete più profonde, in quanto non voleva che si sapesse del ritrovamento di Bianca e poi non aveva nessuna intenzione di premiare oltre con le sue grazie e le sue voglie, uno con un cazzetto così piccolo.
VI - Il Principe Azzurro
Il piano della Matrigna per eliminare Bianca fu elaborato da lei sola e prevedeva il suo travestimento da vecchia viandante, armata soltanto di un cetriolo avvelenato che intendeva usare come dildo da regalare alla fanciulla che non sapeva essere divenuta l'amante dei Sette Nanetti cazzuti.
Si presentò così presso la casetta dei Nanetti e si fece aprire e ricevere da Bianca che non la riconobbe ma che la accolse calorosamente.
D'altronde era una ragazza di animo buono e avrebbe fatto di tutto per aiutare una vecchina stanca e affamata.
La Matrigna dopo essersi rifocillata, disse a Bianca che voleva ringraziarla nell'unico modo che conosceva, ovvero regalandole qualche istante di piacere.
Bianca decise di accettare il ringraziamento della vecchina e di non spiegarle il suo segreto di amante di sette ometti dalle misure del pene fuori standard.
Lasciò così che la Matrigna dopo averle alzato la gonna, le sfilasse le mutandine e con delicatezza e perizia la penetrasse col suo cetriolo lungo e tosto ma letale che inaspettatamente le regalò un orgasmo intenso, al termine del quale Bianca svenne e cadde distesa sul letto su cui si era adagiata.
Credendo Bianca morta o morente, la Regina fuggì di corsa e tornata a palazzo indisse una settimana di festeggiamenti e ricominciò a ricevere i soliti due, tre e anche quattro armigeri ben dotati ogni notte.
I poveri Nanetti invece, trovata Bianca senza sensi e incapaci di risvegliarla, la adagiarono nuda nel suo letto, in attesa di trovare la maniera di farla tornare come prima.
Per loro fortuna, dopo un paio di giorni passati a masturbarsi come prima che Bianca pensasse alle necessità dei loro uccelli, videro arrivare un giovane che riconobbero essere un Principe e gli chiesero di fare qualcosa per la fanciulla.
Il giovanotto vestito d'azzurro, vedendo Bianca nuda, se ne innamorò all'istante e non sapendo che fare, chiese ai Nanetti di uscire e restare solo con la bellissima dormiente.
Il Principe però lì per lì non seppe che fare e dopo mezz'ora di erezione davanti a quel bellissimo corpo che desiderava da morire, non trovò altro da fare che masturbarsi.
Era talmente eccitato e innamorato che non fece caso alla troppa vicinanza dal corpo di Bianca e nel momento della sua eiaculazione, una densa bolla di seme arrivò benigna sulle labbra della giovane addormentata.
Il latte caldo e salato penetrò lentamente tra le labbra di Bianca e fece il miracolo che il Principe Azzurro e i Nanetti attendevano.
Bianca si risvegliò e vide dinanzi a sé un bel pene di Principe, certamente non così dotato come i Nanetti ma uccello nobile che poteva farle dimenticare le misure inferiori.
La sua mano calda e delicata si posò sul cazzo principesco che si era rattrappito dopo l'eiaculazione e in pochissimi istanti glielo fece tornare duro e per ringraziarlo di averla risvegliata, gli apri le gambe e lo accolse profondamente dentro di sé.
VII - Vendetta Dolce Vendetta
Quando si risvegliò, dopo aver ringraziato il Principe Azzurro regalandogli la sua fichetta sempre umidissima, Bianca capì che la vecchina che l'aveva avvelenata col cetriolo avvelenato, altri non era che la Matrigna cattiva.
Decise così di tornare a Palazzo con il Principe e col suo aiuto e quello del suo esercito, di rivelare a tutti il tentativo di assassino e vendicarsi della Regina.
L'assedio non fu per nulla lungo, le guardie nere della Regina, debilitate dagli sforzi di farla godere ogni notte e ora anche di giorno in orge sempre più sfrenate, di fronte al piccolo ma bene armato esercito del Principe Azzurro, calarono letteralmente le brache e si arresero senza combattere.
Bianca e il Principe si sposarono poco tempo dopo e diventarono Regina e Re, mentre la Matrigna cattiva fu mandata presso i Nanetti a sostituire Bianca come dispensatrice di piacere e dopo i primi tempi si accorse che in fondo, anche se i letti erano piccoli e corti, gli uccelli dei Sette Nanetti, nessuno escluso, erano di dimensioni eccezionali e di grande durata.
Certo non si accontentavano di chiavarla nella maniera tradizionale come con Bianca ma era ancora meglio quando si sentiva penetrare dalla porta posteriore, che in breve tempo si adattò alla bisogna.
Bianca invece già dopo il primo mese da Regina, iniziò a sentire la mancanza delle misure dei Nanetti e mentre il Principe Azzurro se ne andava a caccia con i suoi nobili amici, restando lontano per giorni, lei correva a rifugiarsi tra le braccia dei suoi amati Nanetti che la riempivano (ovviamente) di generose attenzioni.
E fu così che vissero tuttE e tutti felici, contentE e gaudenti, sia Bianca che la Matrigna, dividendosi i Sette Nodosi Nanetti.
END
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